Annie Leonard è un'esperta in sostenibilità ambientale, con oltre 20 anni di esperienza in studi e ricerche presso industrie e multinazionali a livello globale.
Annie Leonard è Coordinatrice del Funders Workgroup for Sustainable Production and Consumption.
Annie Leonard opera nella divulgazione mondiale delle problematiche legate all'impatto del sistema dei consumi sull'economia e l'ecologia mondiale.
Questo è il suo sito.
sabato 14 febbraio 2009
La storia delle cose
uno sproloquio di
noivoiloro
0
hanno detto la loro
keys chi visse sperando, le particelle elementari, pubblica utilità, U.S.A. e Dis-U.S.A.
mercoledì 4 febbraio 2009
Rivoglio la mia rete, quella dove tutti eravamo nessuno, senza spot
Lo so, non è molto coerente non appoggiare qualcosa e poi continuare a farne parte, ma siccome si sta parlando di un'applicazione web 2.0, penso proprio di poterne anche non fare un caso morale e mettermi l'anima in pace.
Che poi in realtà il mio piano di abbandono c'è, ed è graduale e a lungo termine, ma non di molto devo dire, più un qualcosa come lo scomparire nella notte che un'uscita col botto...comunque...
(devo precisare: questo post si aggira molto dalle parti del ecchisenefrega nun ce lo metti?, ma visto che si fa pour parler...parliamone.
...una mia amica diceva che non si può sempre parlare della metafisica e di Dio...).
Tra le mie conoscenze -vecchie, nuove, latenti, rimosse, consolidate- ci sono degli entusiasti della prima ora dei social network del web 2.0, iscritti anche a quattro o cinque alla volta: chi li usa per rimorchiare, chi li usa per fare o strafare il suo personaggio (pubblico o privato che sia), chi li usa per farsi palesemente i fatti degli altri, e così via.
Principe tra tutti il tanto amato/odiato Facebook.
Devo dirlo: l'unica cosa positiva che ho rilevato dell'uso di Facebook è il tornare in contatto con persone di cui avevo persino dimenticato l'esistenza -da qui, uno dei gruppo FB più getonati pensavo fosse morto, invece sta su Facebook- gente con cui ero in classe alle medie o alle superiori, o miei compagni di giochi infantili poi persi nelle nebbie della vita.
Da contraltare, scemato l'entusiasmo iniziale, va detto che certe persone se le avevi perse di vista un motivo ci sarà pur stato...ed ora sono lì, e se solo ti azzardi ad eliminarle dai tuoi contatti-amici scatta la paranoia dell'eliminazione e del rinfacciare la suddetta nemmeno avessi loro sterminato la famiglia a mani nude, con conseguente controllo incrociato degli amici attuali e paranoie investigative che non oso pensare... cose che nemmeno nelle compagnie adolescenziali più becere si sono mai viste!
Ecco quindi che quando ho letto l'evento creato da Vanni Santoni, mi è venuta veramente voglia di esclamare:
- Oh, ma allora non ci siamo tutti rin*****oniti!
Ecco il testo integrale in cui il sig. Santoni elenca le motivazioni che lo spingono a lasciare il popolare Social Network:
Venerdì lascio facebook per sempre
disattivazione accountDescrizione
Ciao a tutti.
A qualche mese dalla riattivazione del mio Facebook, ho deciso di chiuderlo di nuovo, e per sempre.
Da tempo non accetto inviti alle varie applicazioni, e la settimana scorsa ho lasciato tutti i gruppi e tutte le cause, ma sento che non è abbastanza. Tra due giorni, giusto il tempo di ricevere comunicazioni urgenti, se mai ci fossero, chiudo.
Alla base di questa decisione ci sono diverse riflessioni:
Per cominciare, trovo disgustoso il modo in cui Facebook tratta i propri utenti e i loro dati, e sospetto il modo in cui è organizzato (per chi volesse approfondire, questo videohttp://www.adbusters.org/abtv/do_you_have_facebook.html è molto istruttivo). Tra l'altro vivo ancora nella convinzione un po' retrò che se un'azienda di rilevazione statistica vuole i miei dati per venderli ai suoi clienti, dovrebbe pagarmi!
Secondariamente, mi fa schifo il modo in cui lo strumento, per le sue caratteristiche intrinseche, trasforma le persone in spie. Tutti a spiare colleghi, amanti, amici, amici di amici ed ex-morosi... Bah! A questo si aggiunge il fatto che Facebook agevola pure gli spioni di stato (i quali, in un paese ridotto al medioevo morale come il nostro, non hanno di meglio da fare che andare a rompere le palle a gente iscritta a gruppi anti-Brunetta o altri che sono chiaramente delle boutade).
Al terzo posto nella mia personale lista di orrori, il vuoto mentale che si respira da queste parti. Anche i soggetti più intelligenti - e sapete che tra i miei amici ce ne sono tantissimi, uno di loro probabilmente sei proprio tu che leggi - qui paiono trasformarsi in una informe massa di cretini, tutti frasette e commentini. Dal momento che non mi reputo più intelligente di voi, deduco che evidentemente anch'io subisco questo effetto, e la cosa quasi mi spaventa.
Vale la pena spendere due parole anche per il sistema delle "cause"... Non ho dubbi che siamo tutti contro le torture ai monaci birmani, a favore del risparmio energetico e della legalizzazione della canapa medica, nonché contrarissimi al fatto che delle piccole dolci inermi foche vengano prese a badilate in testa, tuttavia mi pare anche che nessuno abbia cominciato a darsi da fare dopo aver aderito a una causa o un gruppo di Facebook... le proprie convinzioni, anche le più nobili, qui si riducono a miserevoli spot di noi stessi.
Certo, Facebook "ti mette in contatto con le persone della tua vita"... peccato che in contatto con voi ci sono già con altri mezzi! A questo si aggiunge, nel mio caso, la totale inutilità commerciale del servizio. Se il MySpace - per chi come me promuove i propri lavori in rete - ha una certa utilità, Facebook ne è privo in quanto solo raramente mette in contatto con persone nuove.
C'è infine la consapevolezza che, di sapere cosa sto facendo o come mi sento ogni tre minuti (tra l'altro: davvero il nostro mondo interiore si può ridurre a una frasetta? Davvero il meglio che possiamo fare con la nostra arguzia, ironia, cultura è cagare una bella frasetta ogni giorno?) non gliene freghi nulla a nessuno.
Tutto questo mi porta a decidere, con gran gioia, di chiudere il mio Facebook nelle prossime 48 ore, e, pensate, senza aver ancora provato la soddisfazione di taggare qualcuno in una foto in cui è venuto malissimo!
Chi mi conosce, sa già dove trovarmi.
Chi mi conosce meno, mi può trovare qui: xxx.wordpress.com
e qui: myspace.com/xxx,
oppure può scrivermi qui: xxx@xxx.com
Vanni Santoni
A qualche mese dalla riattivazione del mio Facebook, ho deciso di chiuderlo di nuovo, e per sempre.
Da tempo non accetto inviti alle varie applicazioni, e la settimana scorsa ho lasciato tutti i gruppi e tutte le cause, ma sento che non è abbastanza. Tra due giorni, giusto il tempo di ricevere comunicazioni urgenti, se mai ci fossero, chiudo.
Alla base di questa decisione ci sono diverse riflessioni:
Per cominciare, trovo disgustoso il modo in cui Facebook tratta i propri utenti e i loro dati, e sospetto il modo in cui è organizzato (per chi volesse approfondire, questo videohttp://www.adbusters.org/abtv/do_you_have_facebook.html è molto istruttivo). Tra l'altro vivo ancora nella convinzione un po' retrò che se un'azienda di rilevazione statistica vuole i miei dati per venderli ai suoi clienti, dovrebbe pagarmi!
Secondariamente, mi fa schifo il modo in cui lo strumento, per le sue caratteristiche intrinseche, trasforma le persone in spie. Tutti a spiare colleghi, amanti, amici, amici di amici ed ex-morosi... Bah! A questo si aggiunge il fatto che Facebook agevola pure gli spioni di stato (i quali, in un paese ridotto al medioevo morale come il nostro, non hanno di meglio da fare che andare a rompere le palle a gente iscritta a gruppi anti-Brunetta o altri che sono chiaramente delle boutade).
Al terzo posto nella mia personale lista di orrori, il vuoto mentale che si respira da queste parti. Anche i soggetti più intelligenti - e sapete che tra i miei amici ce ne sono tantissimi, uno di loro probabilmente sei proprio tu che leggi - qui paiono trasformarsi in una informe massa di cretini, tutti frasette e commentini. Dal momento che non mi reputo più intelligente di voi, deduco che evidentemente anch'io subisco questo effetto, e la cosa quasi mi spaventa.
Vale la pena spendere due parole anche per il sistema delle "cause"... Non ho dubbi che siamo tutti contro le torture ai monaci birmani, a favore del risparmio energetico e della legalizzazione della canapa medica, nonché contrarissimi al fatto che delle piccole dolci inermi foche vengano prese a badilate in testa, tuttavia mi pare anche che nessuno abbia cominciato a darsi da fare dopo aver aderito a una causa o un gruppo di Facebook... le proprie convinzioni, anche le più nobili, qui si riducono a miserevoli spot di noi stessi.
Certo, Facebook "ti mette in contatto con le persone della tua vita"... peccato che in contatto con voi ci sono già con altri mezzi! A questo si aggiunge, nel mio caso, la totale inutilità commerciale del servizio. Se il MySpace - per chi come me promuove i propri lavori in rete - ha una certa utilità, Facebook ne è privo in quanto solo raramente mette in contatto con persone nuove.
C'è infine la consapevolezza che, di sapere cosa sto facendo o come mi sento ogni tre minuti (tra l'altro: davvero il nostro mondo interiore si può ridurre a una frasetta? Davvero il meglio che possiamo fare con la nostra arguzia, ironia, cultura è cagare una bella frasetta ogni giorno?) non gliene freghi nulla a nessuno.
Tutto questo mi porta a decidere, con gran gioia, di chiudere il mio Facebook nelle prossime 48 ore, e, pensate, senza aver ancora provato la soddisfazione di taggare qualcuno in una foto in cui è venuto malissimo!
Chi mi conosce, sa già dove trovarmi.
Chi mi conosce meno, mi può trovare qui: xxx.wordpress.com
e qui: myspace.com/xxx,
oppure può scrivermi qui: xxx@xxx.com
Vanni Santoni
uno sproloquio di
noivoiloro
0
hanno detto la loro
keys a-social network, cosa c'è di buono, la vita non è un film, poli-polemica
Iscriviti a:
Post (Atom)